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Esiste un modo per conoscere la durata reale di una cartuccia?
Come posso verificare se la mia cartuccia è ancora piena?
Perchè in alcuni periodi dell'anno la cartuccia mi stampa meno pagine? |
| Purtroppo queste ed altre domande sono ricorrenti da parte di qualsiasi utilizzatore di stampanti. Il perchè è semplice, normalmente dopo la sostituzione della prima cartuccia si ha la sensazione che la durata cambi, in quanto il metodo di misura è empirico e basato sulla nostra percezione del tempo. |
| Ovviamente questo non è un metro valido per verificarne l'esatta durata. Cercheremo di farvi capire come viene calcolata dai produttori la durata di una cartuccia e delle variabili che possono modificarne il risultato. |
| Dati dichiarati dal costruttore |
| Non in tutti i cataloghi o schede tecniche delle stampanti viene dichiarata la durata di una cartuccia, perchè sono troppi i fattori che possono variarne il numero. Comunque ultimamente questo dato viene legato alla scheda tecnica della cartuccia, in quanto una delle variabili è la possibilità di montarne almeno due versioni, dove l'unica differenza è la quantità di inchiostro o toner contenuto. |
| Nel caso delle stampanti ink-jet HP spesso si viene a conoscenza che la cartuccia fornita a corredo è la versione ridotta, significa con metà o 1/3 di inchiostro. Questo metodo viene utilizzato dai produttori per rendere più appetibile il prezzo della stampante e non mal impressionare l'utente sui costi dei materiali di consumo. Purtroppo questo accadrà nel momento in cui sarà finita la prima cartuccia. Solo in quel momento l'ignaro utente si renderà conto che esistono cartucce con più alta capacità. |
| Tecnologia ink-jet |
| Il numero di stampe realizzabili su di una stampante ink-jet sono espresse in pagine. Normalmente vengono dichiarati 2 valori: il numero di pagine stampate solo in nero e quelle stampate utilizzando tutti i colori (con il nero in sovrapposizione). |
| Ed ecco che entra in gioco il parametro più importante con il quale viene dichiarato il numero di pagine stampabili: si tratta della "copertura". |
| Il termine copertura è definito in percentuale. Per le ink-jet si intende pagina stampata un foglio di carta A4 con una copertura di inchiostro pari al 3% dell'intera superficie. |
| Qui di seguito vi mostriamo cosa si intende per 3% di copertura per ogni singolo colore. |
| Non potendo farvi vedere il foglio in formato reale causa l'eccessivo ingombro abbiamo ridotto le dimensioni come dimostrazione. |
| Quelli che intravedete come punti all'interno dei singoli fogli è la lettera E ripetuta per un numero di volte, con spaziatura e interlinea ben specifica. I parametri che definiscono l'uso della lettera E come test sono legati allo standard internazionale di misurazione, a cui bisognerebbe dedicare un intera rubrica. |
| Ad ogni modo vi renderete sicuramente conto di cosa significa una copertura pari al 3% di colore sulla superficie di un foglio A4 (210 x 297 mm). |
| Quindi se a catalogo viene dichiarato un valore di (es.) 250 pagine con cartuccia nera, si intende un numero di pagine stampate con la copertura del 3% (come nell'esempio). |
| Come avrete capito, molto probabilmente, i vostri documenti stampati saranno sicuramente più ampi di copertura di un 3%, pertanto la durata della cartuccia non vi potrà garantire il valore dichiarato. |
| Tecnologia laser |
| Le considerazioni fatte per le stampanti ink-jet valgono anche per quelle laser, nonostante il materiale sia toner invece che inchiostro. L'unico parametro che cambia è la copertura su cui si misura la durata: il 5% di superficie di un foglio A4. |
| La scelta di una stampante laser è dettata dalla superiore velocità di stampa e dal fatto che una cartuccia toner permette, nelle versioni più piccole, di stampare almeno 2500 fogli. |
| Anche se più ridotto eccovi rappresentato un foglio A4 con la copertura del 5% di nero della superficie. |
| Le considerazioni sono le medesime dell'ink-jet, se una cartuccia viene dichiarata per (es.) 4000 pagine al 5% di copertura e vi mettete a stampare fogli di carta come nell'esempio a fianco, si intuisce perfettamente che la durata della cartuccia sarà per un numero di pagine inferiore. |
| Un esempio |
| Vogliamo farvi un esempio concreto che tutti riescono a capire, perchè è stato il salto tecnologico ad imporlo ad una categoria ben specifica di professionisti: i commercialisti. |
| Fino a qualche anno fa tutte le dichiarazioni dei redditi erano stampate su modulo continuo multicopia (con più fogli copiativi sormontati) attraverso stampanti ad impatto (chiamate anche ad aghi). |
| Non esistevano altre possibilità, i moduli erano prestampati in formato ministeriale approvato e i principali svantaggi erano la lentezza di stampa, i problemi di trascinamento, l'impossibilità di stampare una sola pagina sbagliata, .... ed altri ancora. |
| Finalmente il ministero approva l'utilizzo della stampante laser su carta comune, un grosso sollievo per questi professionisti, che però si scontrano con una tecnologia più evoluta che gli cambia tutti i parametri di utilizzo fino a quel momento utilizzati. |
| Devono fare i conti con la durata delle cartucce laser. Ancora oggi alcuni non si capacitano del perchè durante l'anno hanno un consumo di 1 cartuccia al mese e nel mese in cui stampano le dichiarazioni consumano 5 o 6 cartucce. |
La prima reazione nell'affacciarsi alla rigenerazione è stata che la cartuccia rigenerata non ha la stessa durata dell'originale, o non riesce a mantenere una qualità costante. Non si accorgono che se durante l'anno stampano documenti di nomale utilizzo con coperture nella media d'uso che si aggira intorno al 20-30%, quando stampano una dichiarazione dei redditi, che contiene un'enorme quantità di grafica e bande nere o grigie, la copertura slitta a valori intorno al 50-60%. |
| E' palese che il consumo di toner sia molto più elevato, quindi la cartuccia duri meno. |
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